Mappe dorate (di te)

Un peso sugli occhi che non va via.

Le parole, creature di nebbia.

Atene in autunno ha un’aria mordida di pioggia e mare. Lui, il mare, non lo vedi. L’estate è conservata sui volti bruni e i desideri di cielo blu.

Nessun Amore ancora scioglie l’enigma e osserva oltre i pianeti e le terre del vento.

La bocca gemella riluce di sale e scaglie d’argento. Conosceva un tempo antiche favole di re e regine. Ora sorride e brucia mappe di mondi senza rossi e blu. Io le ricompongono con ricami così sottili che piangono dal troppo non esserci

e vivo, e mi avvolgo di oro.

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