Teatro | in scena ai Filodrammatici: girotondo.com [weporn]

girotondo.com (sottotitolo weporn) lo spettacolo più provocatorio del Teatro Filodrammatici di Milano, è una versione contemporanea del Girotondo di Schnitzler rappresentato per la prima volta nel 1920 a Berlino, dopo esser stato proibito dalla censura tedesca e prima di aver subito un processo per pornografia.

La pièce è composta da dieci scene, ognuna con due personaggi: un uomo e una donna, che provengono da diversi contesti sociali ed ogni volta ripropongono un dialogo amoroso che termina in un incontro sessuale. Uno dei due personaggi, poi, è protagonista anche del dialogo successivo, insieme ad un nuovo compagno che, a sua volta, sarà poi nel dialogo seguente. Si viene così a creare un vero girotondo, una danza ininterrotta di corpi, di “desideri fisici” da soddisfare, come dice esplicitamente uno dei personaggi, che rimandano a un mondo superficiale, illusorio, che esclude sempre il cuore e quindi una vera e autentica relazione intima.

La questione non è tanto morale quanto semplicemente affettiva. Se l’altro si trasforma in mero oggetto del desiderio, o strumento comodo a certi fini, la deviazione non sta nel sesso ma nei sentimenti”. Scrive il regista Bruno Fornasari nelle note al testo.

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I personaggi mettono in scena micro-situazioni che ruotano attorno ad un unico perno: il sesso. Un sesso scevro da ogni implicazione affettiva o sentimentale, bensì visto, percepito e adoperato come mera merce di scambio il cui unico scopo è quello di soddisfare  il proprio narcisismo, i bisogni (anche economici) e le pulsioni, acquisire privilegi ed esercitare il proprio potere.  Divertente, giocosamente provocatorio, girotondo.com mette in scena le finzioni (necessarie in una necessità in cui l’apparire è più importante dell’essere) del rapporto tra uomo e donna con una leggerezza mai banale e anzi autentica nel rappresentare il lato vuoto, futile, falso di un mondo, il nostro, che assiste acriticamente come davanti un reality all’occultamento della propria autenticità per disvelare e rivelare solo l’aspetto esteriore, la carne, il corpo e non gli affetti, i sentimenti, l’anima in un ripiegamento superficialmente e pericolosamente egoico.

Gli attori, Tommaso Amadio e Alice Redini, entrambi molto bravi nel tenere le fila di un gioco a incastri praticamente perfetto tenuto insieme da una scelta registica elegantemente non voyerista, che non lascia mai vedere troppo ma solo intuire.

In scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano fino al 29 gennaio.

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